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Iodio, fluoruro e QI

La correlazione tra il consumo di iodio e il quoziente intellettivo e molto forte. In questo articolo potrai leggere come lo iodio e altre sostanze alogene influenzano il QI.

Iodio e fluoruro

Lo iodio (I) è un elemento chimico di cui avrai probabilmente già sentito parlare. Questo elemento viene spesso aggiunto al sale da cucina per assicurare alla popolazione un apporto sufficiente. Lo iodio ha una funzione cruciale nel corretto sviluppo e funzionamento cerebrale. Infatti, la carenza di questo elemento è uno dei maggiori responsabili dei danni cerebrali prevenibili nei neonati. Una carenza di iodio da parte della madre in gravidanza, causa al bambino gravi danni cognitivi, come problemi di parola e di udito 1.

Oggigiorno una forte carenza di iodio è molto rara in quanto il sale da cucina e alcuni comuni cibi vengono spesso fortificati con questo elemento. Inoltre abbiamo accesso a cibi naturalmente ricchi di iodio come pesce, uova e latte. Nonostante lo iodio presente nella nostra dieta sia sufficiente per prevenire una carenza clinica, alcune sostanze chimiche come il fluoruro (F-) o il perclorato contrastano l’azione neuroprotettiva dello iodio.

Recentemente, il ricercatore Declan Timothy Waugh, ha pubblicato uno studio molto importante che spiega la relazione tra fluoruro e iodio. Declan conclude che il fluoruro contribuisce all’assorbimento alterato dello iodio e ai disturbi da carenza di iodio 2. Il nostro corpo necessita quindi un apporto maggiore di iodio per contrastare l’effetto delle sostanze tossiche a cui siamo sempre più esposti, come il fluoruro, il perclorato ed i ritardanti di fiamma comunemente spruzzati su mobili e materassi.

Iodio e QI

Per dimostrare l’effetto dello iodio sullo sviluppo cerebrale uno studio effettuato a Malaga, in Spagna ha esaminato il quoziente intellettivo (QI) di 1221 bambini ed i loro relativi livelli di iodio.

Lo studio ha concluso che il quoziente intellettivo era significativamente più alto nei bambini che consumavano sale iodato rispetto ai bambini che consumavano abitualmente sale comune o marino (non fortificato).

Il 38% dei bambini che consumavano latticini almeno tre volte al giorno aveva livelli di iodio urinario più elevati e un QI più elevato 3.

Fluoruro e QI

Per quanto riguarde l’esposizione al fluoruro invece, uno studio pubblicato nel 2014 da “The Lancet”, una rivista di medicina generale tra le più antiche e conosciute del mondo, afferma che l’osservabile aumento di disabilità del neurosviluppo, tra cui: autismo, deficit dell’attenzione, iperattività e dislessia è causato da determinate sostanze chimiche che danneggiano il cervello durante lo sviluppo. Lo studio descrive che alle sostanze neurotossiche già conosciute da diversi anni come il piombo, il metilmercurio e l’arsenico, se ne aggiungono di nuove come il manganese e il fluoruro 4.

Una meta analisi effettuata nel 2012 ha determinato che in media, i bambini che vivono in una zona in cui all’acqua potabile viene aggiunto il fluoruro, hanno un quoziente intellettivo di 7 punti piu basso rispetto ai bambini meno esposti alla fluoruro 5.

Iodio e fluoro si contrastano a vicenda. Da una parte una sufficiente assunzione di iodio ci protegge contro la tossicità del fluoro. Dall’altra parte il fluoro inibisce l’assunzione di iodio. A dipendenza di dove abiti potresti notare che nel sale fortificato vengono aggiunti sia iodio che fluoro. Il fluoro era conosciuto anni fa per le sue proprietà anticarie, ormai però questa falsa scienza è stata ampiamente sfatata. Al sale fortficato in questo caso viene aggiunto lo iodio, un elemento essenziale per il neurosviluppo e per numerose altre funzioni come la produzione di ormoni tiroidei, e il fluoruro, una neurotossina ben conosciuta e studiata. Consiglio pertanto di usare solo un sale naturale non fortificato e di integrare lo iodio separatamente.

I termini fluoro e fluoruro possono confondere. Il fluoro è l’elemento chimico F presente nella tavola periodica con numero atomico 9. Il fluoruro è lo stesso atomo del fluoro ma presenta un elettrone in più. Il fluoruro ha quindi una carica elettrica negativa, infatti viene riconosciuto con il simbolo F- .

Integrare lo iodio

Per minimizzare i problemi neurologici e massimizzare il benessere ed il quoziente intellettivo è necessario ridurre l’esposizione alle neurotossine, incluso il fluoro, e assumere un apporto sufficiente di iodio.

L’integrazione di iodio necessita un articolo a se in quanto lo iodio mobilita anche i metalli pesanti e ne favorisce la detossificazione. Integrare quantitativi importanti di iodio necessita un determinato apporto di altri elementi che lavorano in modo sinergico allo iodio, come il selenio.

Per garantire il sufficiente apporto di iodio e tutelarsi contro i problemi al neurosviluppo però, è sufficiente utilizzare un integratore di iodio che fornisca una dose inferiore a 800 microgrammi (ug o mcg) di ioduro di potassio.

L’integratore di iodio è estremamente economico e facile da assumere.

Se vuoi informazioni più dettagliate sullo iodio ed i suoi effetti ti consiglio di guardare gli articoli scientifici citati qui sotto.


  1. Choudhry, Hani, and Md Nasrullah. “Iodine consumption and cognitive performance: Confirmation of adequate consumption.” Food science & nutrition vol. 6,6 1341-1351. 1 Jun. 2018, doi:10.1002/fsn3.694 ↩︎

  2. Waugh, Declan Timothy. “Fluoride Exposure Induces Inhibition of Sodium/Iodide Symporter (NIS) Contributing to Impaired Iodine Absorption and Iodine Deficiency: Molecular Mechanisms of Inhibition and Implications for Public Health.” International journal of environmental research and public health vol. 16,6 1086. 26 Mar. 2019, doi:10.3390/ijerph16061086 ↩︎

  3. Piedad Santiago-Fernandez, Rosario Torres-Barahona, J. Antonio Muela-Martínez, Gemma Rojo-Martínez, Eduardo García-Fuentes, M. José Garriga, Ana García León, Federico Soriguer, Intelligence Quotient and Iodine Intake: A Cross-Sectional Study in Children, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 89, Issue 8, 1 August 2004, Pages 3851–3857, https://doi.org/10.1210/jc.2003-031652 ↩︎

  4. Grandjean P, Landrigan PJ. Neurobehavioural effects of developmental toxicity. Lancet Neurol. 2014 Mar;13(3):330-8. doi: 10.1016/S1474-4422(13)70278-3. Epub 2014 Feb 17. PMID: 24556010; PMCID: PMC4418502. ↩︎

  5. Choi, Anna L et al. “Developmental fluoride neurotoxicity: a systematic review and meta-analysis.” Environmental health perspectives vol. 120,10 (2012): 1362-8. doi:10.1289/ehp.1104912 ↩︎

Licensed under CC BY-NC-SA 4.0
Aggiornato il Feb 01, 2022 20:32 +0100
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