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Integrare lo iodio

La modesta dose di iodio che consumiamo attraverso i cibi non è sufficiente a contrastare l'effetto deleterio degli elementi alogeni tossici a cui siamo sempre più esposti. Aumentare il proprio apporto di iodio attraverso determinati cibi e l'uso di integratori risulta però facile e praticabile.

Lo iodio è un elemento estremamente importante per il nostro corpo. Quasi tutte le cellule del corpo umano usano lo iodio che è assorbito nei tessuti ghiandolari come: le ghiandole salivari, i seni, il pancreas, la prostata e la mucosa gastrica. Inoltre globuli bianchi, i principali attorni nel sistema immunitario, hanno bisogno di iodio per combattere gli agenti infettivi.

La carenza di iodio provoca gozzo, ritardo mentale, aumento della morte prenatale e della mortalità infantile, e diminuzione della fertilità. 1

Prima di aumentare il proprio apporto di iodio è necessario però capire la relazione tra iodio e gli altri elementi alogeni in quanto aumentare l’assunzione di iodio causerà non solo la correzione di una eventuale carenza ma anche l’eliminazione di fluoro, cloro e bromo.

Integrare con lo iodio è il miglior metodo per eliminare questi alogeni tossici. La domanda è, che cibi contengono lo iodio ? Quali integratori si può utilizzare ? Con che dose cominciare ? Ci sono altri fattori da tenere in considerazione ?

I ricettori di iodio

Gli alogeni sono un gruppo di cinque elementi chimicamente correlati: fluoro (F), cloro (Cl), bromo (Br), iodio (I) e astato (At). Essi sono classificati nella penultima colonna nella tavola periodica degli elementi. Lo iodio, un solido metallico nero-violaceo è il più pesante e stabile degli alogeni ed anche l’unico ad essere necessario per il corpo. Immagazziniamo circa 1.500 mg di iodio nel nostro corpo.

Stranamente, attraverso l’ambiente moderno siamo sempre più esposti agli alogeni tossici e consumiamo solo minuscole dosi di iodio. Il fluoro, una neurotossina degli effetti ben studiati, viene spesso aggiunta all’acqua potabile di alcuni paese. Il bromo invece, viene spesso usato come ritardante di fiamma per tessuti e materassi.

Tutti gli alogeni usano gli stessi recettori. Quindi, se la dieta di una persona è carente di iodio, i recettori dello iodio nella tiroide e nello stomaco, per esempio, possono riempirsi di bromo, che è altamente tossico.

Inversamente, l’assunzione di iodio aumenta immediatamente l’escrezione di fluoro, cloro e bromo. Gli alogeni tossici che avevano preso il posto dello iodio vengono quindi eliminati quando assumiamo un considerevole apporto di iodio.

Se vivi vicino ad una centrale nucleare il governo potrebbe averti fornito delle pastiglie apposite da utilizzare in caso di disastro nucleare. Nell’eventualità di una emergenza nucleare, lo iodio radioattivo (tossico) I-131 viene rilasciato nell’atmosfera dove può essere assorbito dalla tiroide. Per prevenirne l’assorbimento, i governi ed i professionisti medici forniscono iodio non radioattivo sotto forma di ioduro di potassio. Se dato a dosi abbastanza elevate, centinaia di volte la dose normale, lo iodio non radioattivo satura la tiroide, impedendo cosi agli isotopi radioattivi di entrare.

Fonti naturali di iodio

La principale fonte naturale di iodio è il mare e tutto ciò che ne deriva. Il mare contiene circa 60 microgrammi (μg) per litro di iodio. Anche semplicemente facendo il bagno al mare il corpo assorbe un piccolo apporto di iodio attraverso la pelle.

Le alghe marine, spesso consumate nella cultura giapponese e nel sushi, accumulano lo iodio fino a 30.000 volte la concentrazione presente nell’acqua marina. La vegetazione marina concentra lo iodio per le sue proprietà antimicrobiche e antiossidanti.

L’alga comunemente conosciuta con il nome Kelp e una delle migliori fonte naturali di iodio, essa può contenere fino a 1000 µg di iodio per ogni grammo di alga essiccata. Altre fonti naturali sono per esempio il merluzzo, lo yogurt, le ostriche ed il latte.

L’apporto giornaliero di iodio consigliato dalle varie agenzie della salute varia da 150 µg a 200 µg per le donne incinte. Questo apporto previene la carenza ma non è sufficiente per contrastare l’effetto degli alogeni tossici a cui siamo sempre più esposti.

Cibo Microgrammi (mcg, µg) per porzione Percento dell’apporto giornaliero consigliato
Alga essiccata, 10 g 232 155
Merluzzo, 85g 158 106
Yogurt, 1 tazza 116 77
Ostriche, 85g 93 62
Latte, 1 tazza 85 57
Sale iodato, 1.5 g (~ 1 chucchiaino) 76 51
Uovo, 1 26 17

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Integrare lo iodio

Integrare con una fonte non alimentare di iodio permette di controllare più facilmente il quantitativo di iodio e di poter raggiungere dosi molto più elevate. Personalmente consiglio di iniziare con un quantitativo di iodio molto basso per poi andare ad aumentare gradualmente.

Protocollo base

Integrare con una dose di 150 µg di ioduro di potassio fornirà al corpo l’apporto necessario di iodio per le richieste giornaliere e per prevenirne la carenza. Questa dose e perfetta per iniziare.

Protocollo di detossificazione

Integrare con dosi superiori a quella sopracitata provocherà l’eliminazione (detossificazione) degli elementi alogeni tossici. Questo tipo di protocollo richiede l’aggiunta di altri nutrienti che lavorano in modo sinergico allo iodio. Essi sono il selenio, il magnesio e la vitamina C e vengono chiamati cofattori o nutrienti compagni.

Per i cofattori le marche di integratori Thorne, PureEncapsulation e G&G Vitamins offrono dei prodotti di alta qualità con pochi ingredienti aggiunti. Il magnesio e la vitamina C puoi prenderli ogni giorno mentre il selenio 3 volte alla settimana.

Integratori di selenio, magnesio e iodio
Integratori di selenio, magnesio e iodio

In questo protocollo si inizia con dosi molto basse di iodio e si aumenta gradualmente ogni settimana. è bene sapere che visto che lo iodio incentiva l’eliminazione degli elementi tossici si potrebbe attraversare delle cosiddette crisi di detossificazione. Queste crisi sono dovute all’eliminazione troppo rapida degli elementi tossici. Fluoro, bromo e cloro prima di poter essere eliminati devono attraversare la circolazione sanguigna e diversi organi. Vista la loro tossicità causano danni ai tessuti che incontrano. Se questi elementi vengono liberati troppo rapidamente, il corpo non faticherà a gestire queste tossine e noi potremmo subire dei sintomi temporanei di detossificazione quali per esempio mal di testa e irritabilità. Per questo motivo è bene iniziare con dosi molto basse di iodio per poi aumentare gradualmente ogni settimana.

Se ti accorgi che determinati sintomi si sono aggravati senza altre spiegazioni, potresti stare attraversando una crisi di detossificazione. In questo caso fai una pausa dall’integrazione di iodio per una settimana e inseguito riprendi con una dose più bassa.

Per i piccoli apporti iniziali di iodio un integratore in gocce di ioduro di potassio è perfetto. Quando arrivi ad una dose di qualche milligrammo (=1000µg) è più conveniente usare la tintura di iodio chiamata Lµgol’s iodine. Questo prodotto contiene sia ioduro di potassio che iodio. Inizia con l’integratore al 2% che ti offre 2mg (2000 µg) di iodio per goccia.

Proponenti dell’integrazione dello iodio come cura per molte malattie come il Dr. Brownstein consigliano di aumentare l’apporto di iodio fino a raggiungere dosi molto elevate come i 50 mg.

Personalmente ritengo che ciò non sia necessario e che sia anche potenzialmente non salutare. Consiglio pertanto di non superare i 5mg di iodio, che sono comunque più di 33 volte la dose consigliata dalle varie “autorità” governative.

Ritengo inoltre che raggiungere tali dosi non sia l’obbiettivo, bensì ritengo che l’obbiettivo sia di integrare lo iodio in maniera corretta con i vari cofattori necessari e aumentare lentamente e gradualmente la dose minimizzando le eventuali crisi di detossificazione.


  1. An Update- The Role of Nutrients Crucial in the Infertility of Couples- New Insights for the Effects of Iodine, Selenium, Omega 3 Fatty Acids and Magnesium Heverton Alves Peres, Maria Cristina Freitas Foss, Leonardo Régis Leira Pereira and Carlos Manuel Viana https://symbiosisonlinepublishing.com/nutritionalhealth-foodscience/nutritionalhealth-foodscience116.php ↩︎

  2. https://ods.od.nih.gov/factsheets/Iodine-HealthProfessional/#en8 ↩︎

Licensed under CC BY-NC-SA 4.0
Aggiornato il Feb 01, 2022 20:32 +0100
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